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| | Cronache di un weekend ghiacciato
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Tutto inizia il sabato dopo l'Epifania... si organizza un uscita
su ghiaccio dopo 2 anni di inattività del sottoscritto.
Mi telefona Pier, dicendomi che con Monica, Samanta e Vittorio
si pensa di andare in Val Varaita a fare una cascata di ghiaccio.
Affare fatto, anche se dopo due anni sarò abbastanza
arrugginito. Comunque accetto sperando in qualcosa di facile e soprattutto con
avvicinamento umano...
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Eccoci
quindi alla partenza della storica Ciucchinel...
Alla partenza ci ritroviamo con Giampiero, e dopo la solita
oretta d'auto eccoci a Celle di Bellino pronti all'attacco della cascata.
Naturalmente la temperatura è troppo alta, il ghiaccio
scarseggia etc... Fortunatamente non c'è troppa neve da pestare e l'umore resta
come sempre alto.
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Le condizioni non sono abbastanza brutte per convincere il
"patriarca" a ripiegare in piola, quindi si parte.
Dopo l'avvicinamento attacchiamo la cascata, e senza grosse
difficoltà portiamo a termine la salita, durante la quale una cordata ci raggiunge e ci supera senza che
riusciamo neanche ad accorgercene, ma scopro che si tratta di colui che ha
salito la cascata per primo nel 1977... Saranno sicuramente le picche ultimo
modello che permettono certe performances...
Segue un'impervia discesa tra gli arbusti con uno zoccolo di
20cm sotto i ramponi e finalmente raggiungiamo l'auto con obiettivo il rif.
Savigliano per meritata mangiata e bevuta!
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E' qui che nasce
l'idea per la giornata successiva... Soddisfatti per la salita
e per la mangiata si decide di andare fuori porta, a Rhemes Notre Dame in Val
d'Aosta .
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Così,
il mattino successivo ci si ritrova alle sei e trenta a Cavour per imboccare
l'autostrada ed andare verso la cascata "Tears of Rage" nei
pressi di Melignon a Rhemes Notre Dame, naturalmente stimolati dalla
possibilità di approfittare poi della famosa cucina valdostana. |
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Così,
il mattino successivo ci si ritrova alle sei e trenta a Cavour per imboccare
l'autostrada ed andare verso la cascata "Tears of Rage" nei
pressi di Melignon a Rhemes Notre Dame, naturalmente stimolati dalla
possibilità di approfittare poi della famosa cucina valdostana. Giungiamo
a destina zione verso le nove, e immediatamente corriamo verso l'attacco. Quando
si fa ghiaccio, è importante attaccare nelle prime ore del mattino, perché il
ghiaccio è più sicuro, la temperatura è più bassa, e ... soprattutto perché
così si riesce ad arrivare al ristorante giusto per l'ora di pranzo. La
salita procede senza intoppi, anzi, il "patriarca" Pier conduce la
salita con una precisione ed una rapidità degna di chi sa cosa ci aspetta
dopo...
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 Infatti,
puntualmente, eccoci tutti pronti ad andare a pranzo. Menu del
giorno: Mocetta Valdostana, Lardo, Salamini tipici Polenta
concia e Agnolotti Carbonata Dolce Coppa
dell'amicizia finale. |
A
questo punto siamo pronti per un riposino digestivo, ma arrivando a Rhemes,
abbiamo notato un paravalanghe dal bordo del quale si vedeva una splendida
colata di una quindicina di metri. Cosa ci può essere di meglio per digerire
tutto prima di rientrare a casa? Infatti... |
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In
pochi minuti, parcheggiata l'auto a bordo strada, tra gli sguardi increduli
degli sciatori che tornano a valle, verso le quindici e trenta iniziamo
la
seconda avventura della giornata. La colata si presenta
"leggermente" sforacchiata a causa dell'alta temperatura. Ma Pier, grazie
al fiuto e all'esperienza, la supera con estrema facilità e ci ritroviamo tutti
sul tetto del paravalanghe ad osservare, guarda caso, un altro salto di una
trentina di metri che non aspetta altro che le nostre picche. Il
seguito è documentato nelle foto. |
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Alle cinque e
trenta passate del pomeriggio, quando ormai inizia a far buio, risaliamo in auto
per rientrare a casa, anche se vediamo ancora alcune colate che potrebbero
essere interessanti... Peccato non aver portato le lampade
frontali... Remo
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